La fotografia del Marketing in Italia dell'Osservatorio Multicanalità suona un campanello d'allarme: l'offerta meno evoluta della domanda e pubblicità tradizionale in calo di consenso. Occorre adeguarsi per tenere il passo.
Un paio di giorni fa, leggendo una agenzia di stampa Adnkronos, mi sono imbattuto in una anticipazione del rapporto 2008 sul marketing multicanale. La notizia, in se, non mi ha sorpreso: "i consumatori sono molto più aperti alle nuove forme pubblicitarie di quanto lo sono le imprese" e, aggiungo io, probabilmente molto più di quanto le imprese stesse credano.
Nella pratica quindi i consumatori richiedono di non essere più soggetti passivi di un messaggio pubblicitario, ma sono sempre più numerosi coloro che cercano nuove modalità di interazione.
Leggendo la notizia in dettaglio trovo una affermazione di Giuliano Noci del Politecnico di Milano (uno dei partner dell'Osservatorio Multicanalità) che non fa altro che confermare ciò che noi del settore sosteniamo da tempo: "Per le imprese non è più sufficiente veicolare messagggi che promuovono un'offerta, ma è necessario passare ad una logica di comunicazione in cui il cliente ha un ruolo attivo, con cui dialogare".
"Rispetto al rapporto 2007 - continua Noci - i 5,5 milioni di italiani con propensione alla multicanalità sono aumentati".
La pubblicità tradizionale perciò è destinata ad avere sempre meno appeal ma in un contesto di multicanalità può risultare un anello comunque importante della catena di promozione pubblicitaria.
Se è vero infatti che il consumatore evoluto non è più attratto dal messaggio tradizionale come un tempo, è vero anche che il messaggio tradizionale può guidare il consumatore verso i canali dell'interattività e parliamo in questo caso di web e telefonini.
Realizzare e promuovere un sito internet, un blog e/o un forum in cui il cliente può interagire con l'azienda non solo ha senso, ma può risultare una mossa assolutamente vincente.
Tantopiù in un contesto come quello italiano, in cui la maggior parte delle imprese - e quindi della concorrenza - chiude gli occhi o ancora non crede alla grande potenzialità di internet e del cosiddetto web 2.0, quello con un approccio più interattivo per intenderci.
Spesso gli errori delle imprese che si affacciano sul web sono 2:
- considerare il web un canale simile a quelli tradizionali (stampa e tv)
- considerare l'utente internet una specie di robot
Niente di più sbagliato!
Il cliente che passa per internet è senza dubbio il più sensibile a ciò che stiamo per proporgli: internet è, nella vita di tutti i giorni, uno strumento che utilizziamo per cercare solo le informazioni che ci interessano, perciò l'utente che trova il nostro messaggio sul web è già potenzialmente un nostro cliente.


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